Palazzo Falcone
The property located on Via
della Farmacia (no street number) in Colledara (TE) is known as Falcone Palace,
named after the grandfather of the current owner.
The house has an important
history behind it. The last stone laid, which can be seen set into the arch of
the main entrance portal, bears—alongside a simple bird-shaped engraving—the
date A.D. 1759. However, the portion higher up the hillside appears to have
medieval origins.
In the past, it was a manor
villa, as evidenced by the fondaci (storage rooms), with a
semi-basement floor once used as a wine cellar. On the ground floor there is a
large wood-fired oven, formerly used to bake bread and provisions for the
entire surrounding area, to the point of blackening the vaults. The fondaci
feature typical stone vats for storing oil, a small stable, an underground
icehouse, and in more recent times they seem to have housed a large millstone
for grinding grain—this millstone can now be seen at the entrance to the
street.
On the upper floor, the
renovated section includes underfloor heating, two bathrooms (decorated with
traditional motifs using original ceramics from Castelli, produced by the Di
Giosaffatte workshop, descendants of the renowned ceramist), three bedrooms (the
main one with a walk-in wardrobe), and a hallway featuring a Liberty-style
mosaic depiction of a woman. There is also a living room with a fireplace
(formerly the sitting and dining room of the owners) and a traditional dining
room/kitchen with a wood-fired oven and a large fireplace used for both heating
and cooking, with an adjoining kitchen that contains an antique, fully
functional masonry stove. From the kitchen, one can access a balcony with a
veranda and a long terrace overlooking the Gran Sasso massif and the Sicilian
Valley, as well as the private garden of
1,000 square meters, fenced and planted with 25 olive trees, and a
canopy with a 6 kW solar panel system, accessible from the fondaci.
The very spacious main hall
features a ceiling decorated with four women in original Liberty style from the
period, fully restored and protected by the Cultural Heritage authorities as
one of the few examples of original Adriatic Liberty style—unusual inland and
more commonly found along the coast, also due to D’Annunzio’s influence (as
referenced in the historical-architectural report by the Superintendency of
L’Aquila). The hall contains an original Liberty-style sitting set composed of
several pieces. It opens onto the terrace through a large French window, as do
the three rooms beyond it, which are reached via a corridor with striking
terrazzo flooring in a checkerboard pattern. From the corridor, one can access
a large bathroom known as the “long bathroom.”
The roof was completely
renovated in 2010, and all the vaults of the house have been reinforced with
carbon fiber mesh, as have the main walls.
A brief bibliographic
reference to Capo di Colle—the oldest and most noble area of Colledara, where
Falcone Palace stands—can be found in the work “Colledara” by Fedele
Romani, a writer born in Colledara and buried in Florence, known for his
studies on Dante and dialectology, and a friend of Giovanni Pascoli. A previous
owner of the palace was a cousin of Fedele Romani, a marshal decorated during
the First World War.
The curious name “Via della
Farmacia” derives from the presence of the town’s first pharmacy, run by Dr.
Anna, grandmother of the current owner, around the time of the Second World
War.
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Palazzo Falcone
L’immobile ubicato
in via della Farmacia snc in Colledara (TE) è censito come Palazzo Falcone, in
nome del nonno della corrente proprietaria.
La casa ha una
storia importante alle spalle. L’ultima pietra posata, che si può osservare
incastonata nell'arco del portone d’ingresso, presenta insieme ad una semplice
incisione in foggia di uccello la data A.D.1759, ma la porzione a monte della
collina pare avere origine medievale.
In passato fu una
villa padronale, come si denota dai fondaci, con un piano seminterrato un tempo
adibiti a cantina per vini, e nel piano terreno la presenza di un ampio forno a
legna usato per cuocere pane e vettovaglie per tutto il circondario, tanto da
annerire le volte. I fondaci presentano le tipiche vasche in pietra per la
conservazione dell’olio, una stalletta, una ghiacciaia interrata e in un
passato recente sembra ospitassero una grossa macina per la molitura del grano,
macina che si può osservare oggi all’imbocco della via.
Al piano superiore
la porzione ristrutturata presenta un impianto di riscaldamento a pavimento,
due bagni (decorati con motivi della tradizione con originali ceramiche di
Castelli, realizzate dallo studio Di Giosaffatte, dagli eredi del noto
ceramista), tre stanze da letto (di cui la principale con cabina armadio) con
un disbrigo che presenta una riproduzione di donna in stile liberty su mosaico,
una sala con camino (un tempo salotto e sala da pranzo dei signori) e la tipica
sala da pranzo/cucina con forno a legno e ampio camino da riscaldamento e
cottura, con cucina adiacente dove è presente un’antica cucina in muratura
funzionante. Dalla cucina si può accedere alla balconata, con veranda e un
lungo balcone affacciato sul complesso del Gran Sasso e sulla valle Siciliana,
affacciato sul giardino privato di circa 1000 mq recintato, con circa 25 piante
di ulivo e una tettoia con 6 kw di pannelli solari, accessibile dai fondaci.
L’ampissimo salone,
con un soffitto che presenta quattro donne in stile Liberty originale
dell’epoca, completamente restaurato, e tutelato dai Beni Culturali come uno
dei pochi esempi di Liberty adriatico originale, inusuale nell’entroterra, più
diffuso sulla costa anche grazie alle influenze dannunziane (riferimento
all’interno della relazione storico architettonica da parte della
Soprintendenza dell’Aquila). Nel salone è presente un salottino liberty
originale, composto di diversi pezzi. Il salone affaccia sulla balconata
attraverso un’ampia porta finestra, così come le tre stanze oltre il salone,
che si raggiungono dal salone attraverso un corridoio dalla suggestiva
pavimentazione di graniglia con un motivo a scacchi. Dal corridoio si può
accedere ad una grossa sala bagno, detta “bagno lungo”.
Il tetto è stato
interamente ristrutturato nel 2010, tutte le volte della casa sono rinforzate
da reti in fibra di carbonio, così come i muri principali.
Un piccolo
riferimento bibliografico a riguardo di Capo Di Colle, la zona della Colledara
più antica e nobile dove sorge il Palazzo Falcone, si può ritrovare nell’opera
“Colledara” di Fedele Romani ( http://www.delfico.it/Testi%20Fedele%20Romani%20Colledara02.htm
), scrittore nato appunto a Colledara e sepolto in Firenze, noto per gli studi
danteschi e in dialettologia, amico di Giovanni Pascoli. Precedente
proprietario del palazzo fu un cugino dello stesso Fedele Romani, maresciallo
insignito durante la Prima Guerra Mondiale.
Il curioso nome di
via della Farmacia proviene dalla presenza della prima farmacia del paese,
gestita dalla dottoressa Anna, nonna dell’attuale proprietaria, a cavallo della
Seconda Guerra Mondiale.